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Rione Mercato

Rione Mercato

Il Rione Mercato allestisce il suo Falò sul lato destro del fiume, il "lato del ponte" come viene comunemente detto.  I colori sociali sono il BiancoRosso e lo stemma rappresenta una EMME con le tre antiche torri di Rocca, che schiaccia un montone (simbolo del Borgo), il tutto circondato dalle fiamme del falò.

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Amarcord

La sera del 18 marzo - vigilia di San Giuseppe - fino a circa gli anni ’60 in ogni podere del territorio si accendeva un fuoco, antico rituale agricolo del ciclo della rinascita primaverile. Questa antica usanza, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, era comune a tutte le campagne della Romagna e non solo, dal momento che la tradizione si riscontra in molte parti d’Italia, ma anche di Spagna ed altri paesi europei. Tuttavia solo a Rocca San Casciano i piccoli fuochi della campagna piano piano si trasferirono nel centro abitato, nelle strade, nelle piazze, sul greto del fiume, assumendo forma di grandi falò. Si ha testimonianza che già verso la fine dell’800 la sera di San Giuseppe venivano accesi cinque fuochi in altrettanti rioni: in Sant’Antonio presso la chiesetta, nella Strada Nuova, nel Borgo di Sopra nello slargo della Pieve, poi sul greto del fiume il Buginello nella riva sinistra ed il Mercato in quella destra. 
Gradualmente, dai primi del Novecento in poi, si spensero i fuochi di Sant’Antonio e della Strada Nuova, anche il Borgo decadde e rimasero solamente il Buginello ed il Mercato. Nell’immediato dopoguerra anche il Buginello andò a spegnersi ed i suoi simpatizzanti andarono a rinfoltire il Borgo, dando luogo da allora all’aspra e combattuta rivalità con il Mercato, eterno presente sulle rive del Montone. Il rituale, che non ha pari in altri paesi e città, basato su falò costruiti ed accesi con meticolosa cura e precisione, su spari, botti e giochi pirotecnici travolgenti, su sfilate di carri allegorici che nel tempo si sono trasformate in vere e proprie rappresentazioni scenografiche trascinanti e coinvolgenti, coinvolge l’interno paese ed il popolo biancorosso, da sempre presente in questa “ETERNA” ed illustre sfida, si tramanda di generazione in generazione passione, entusiasmo e tradizione. 
Sarebbe troppo facile ostentare i successi e le vittorie del Mercato, vantare l’innegabile primato che il Mercato è l’unico rione che c’è sempre stato. Vogliamo invece dirvi il motivo di questa gloriosa storia e svelarne il vero segreto… …Amilcare, Editeo, Giovanni ed Marchett, Ivo de Lanè, Luciano Mengozzi, Beppe e murador, Giovanni e Giarcarlo, Italo e Simone, i vecchi Pasqui ed i vecchi Pazzi, Bruson compreso, Olga, Pina, Irvana, Carla e Mara e poi ancora Alvaro, Tognon e tot quei de Talenton… e tutti gli altri ancora, anche quelli che abbiamo dimenticato in queste poche righe, ma non certo nei nostri cuori. E’ merito vostro se il Mercato è sempre rimasto grande …ed per voi che ogni anno le fiamme del nostro falò salgono alte al cielo …per ricordarvi e per dirvi ancora una volta GRAZIE!

Festa del Falò ®  è un marchio registrato dall' Associazione Pro Loco di Rocca San Casciano.